Le 5 frasi da EVITARE durante il pranzo di Natale (e come reagire se ve le dicono!)

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melania romanelli buon natale

Ci siamo. Thank God is Christmas, come dicono gli inglesi. Natale è arrivato! Come si fa a non amare il Natale? Le luci colorate e intermittenti, il camino acceso e scoppiettante, le canzoni di Mariah Carey, gli Wham e Micheal Bublè, ogni tipo di leccornia dolce e salata da gustare sentendosi un po’ meno in colpa, i regali sotto l’albero che aspettano di essere scartati, il torrone Pepitas e il pandoro Melegatti… eppure, sfido chiunque a non sentire un po’ di ansietta la mattina del 25 dicembre quando si avvicina, inesorabile e implacabile, il pranzo con i parenti!!!

A prescindere dal rapporto con i membri della vostra famiglia, infatti, alzi la mano chi non teme l’ennesimo commento impiccione, la sberla compiaciuta o il pizzicotto di una mano pesante (che di anni non ne abbiate più 3 ma 33 o 43 non sembra avere la benché minima rilevanza), o ancora il classico sguardo di malcelato disgusto a gelarvi proprio quando state per addentare il primo boccone di lasagna, sperando che non vi vada di traverso!?! Se non sapete di cosa parlo e per voi il 25 dicembre è tutto un sussulto di cori e sorrisi di giubilo, sotto a decidere il menù di Natale e organizzare il tombolone! Se invece fate parte della maggioranza delle persone e avete una classica famiglia farcita, ricca di cugini, fidanzati, zii, suocere e chi più ne ha più ne metta pronti con la lista inquisitoria degli argomenti più scomodi da trattare, eccovi servite le 5 frasi da EVITARE durante il pranzo di Natale (e le tattiche su come reagire se ve le dicono per davvero) per scongiurare l’incidente diplomatico proprio quando dovremmo essere tutti più buoni!

luci natale

1. Come va il lavoro? A prima vista è una domanda innocua. Potrebbe nascere dal sincero interesse di sapere come ce la passiamo, specie in un ambiente dove spendiamo gran parte del tempo. E poi siamo noi a comandare la risposta, a decidere cosa dire e come dirlo, quali informazioni lasciare al pubblico ludibrio e quali tenere per noi, con la speranza di chiudere l’argomento in fretta e passare al successivo. Ma, come la più innocua delle domande, il risultato dipende dal lavoro che si fa. Un tempo bastava dire di essere postino, carrozziere, muratore, meccanico, idraulico e persino prostituta, che tutti sapevano benissimo quali erano le problematiche, le peculiarità e anche il relativo luogo comune per alleggerire un po’ il carico di stress. Ma provateci voi a rispondere al novello sposo di vostra cugina, che di mestiere fa il semplice e sempre verde impiegato dell’INPS, e che mentre succhiate un’oliva vi chiede: “Ma esattamente che vuol dire blogger?”. E mentre tu sei lì a sbracciarti animatamente snocciolando la bellezza di essere freelance, di poter lavorare dove vuoi e ai tuoi orari, anche al bar mentre ordini una tisana alla liquirizia o latte di avena e cereali (in quei rari luoghi illuminati dove ciò è possibile) lui assesta il suo micidiale colpo: “Sì scrivi, ho capito, ma esattamente che lavoro fai? Cioè come ti guadagni da vivere?”.

Tattica: se come me siete una scrittrice freelance, bisogna imparare una regola basilare per vivere senza stress le feste, qualunque esse siano. Per alcuni dei vostri interlocutori (non per tutti, vivaddio) scrivere non sarà mai un lavoro. Fine. Titoli di coda. Anche se cercate di convincerli non cambieranno mai idea. Non resta che respirare, contare fino a tre, e guardare negli occhi il malcapitato: “Mi guadagno da vivere facendo quello che amo di più al mondo. Credo che anche per te sia così, no?” (e se fare l’impiegato dell’INPS è il suo sogno divenuto realtà va benissimo così, beato lui e viva gli sposi ovviamente). Nella mia scena madre ho i capelli appena lavati, morbidi e ondulati con le beach waves, ma voi potete adattarla a vostro piacimento.

addobbi natale

2. Quando ci presenti qualcuno/a? È risaputo: Natale vuol dire anche riflessione. Complice la fine dell’anno, complici le pubblicità della Coca Cola e dell’Ikea, tutto intorno a noi ci porta a pensare alle persone alle quali vogliamo bene, a quelle che ci sono e a quelle che non ci sono. E anche se stiamo bene da soli, se non abbiamo qualcuno affianco a Natale si nota un po’ di più. Ecco perché tra le 5 frasi da EVITARE durante il pranzo di Natale questa è la più delicata, perché ci tocca nell’intimo. Di solito ci pensa la zia a rompere il ghiaccio (e non solo quello). Per carità, probabilmente è la zia che ci vuole più bene. Quella che ci vorrebbe felicemente accoppiati, dipendenti Rai e con un imminente matrimonio da organizzare in grande stile (dove lei è per forza la wedding planner) e non perennemente soli, con uno zaino in spalla e con la pelle secca per le troppe ore spese in aereo o a dormire in aeroporto con un occhio chiuso tramortito dalla stanchezza e uno aperto per paura che ci rubino anche le mutande. Il problema è che il fatto che tu sia solo per lei non è una dolce preoccupazione, ma un problema che crei proprio tu, un affare di stato del quale sei l’unico colpevole. E per il quale il mondo non si preoccupa di chiedere la tua estradizione. “Però fermati un attimo, no! È normale se sei solaaaaaa! Sei troppo inafferrabileeee! Come fa un uomo a fidarsi di te? Per forza sceglie la ragazza della porta accanto” (il discorso vale anche al maschile, ma con meno frequenza). E se invece della ragazza della porta accanto siete “la ragazza del portellone accanto”, perché all’ennesimo viaggio aereo scegliete sempre il posto vicino all’uscita di sicurezza, allacciate le cinture e state fermi in attesa che il segnale luminoso si spenga. Perché se provate a rispondere ora creerete un incidente in pista!

Tattica: arriva il momento che io e una mia cara amica che condivide con me la sventurata strada del freelancing chiamiamo “momento Actors Studio”! Ridete, tanto, senza fine, una di quelle risate talmente finte che vi escono via anche le lacrime per la troppa finzione e per l’emozionante performance che state mettendo in scena. Tanto non c’è molto da dire. E nemmeno troppo da ridere, in effetti. Ma la zia penserà che siete pazze, avrà paura di un vostro crollo di nervi, e con buona probabilità non toccherà più l’argomento.

cioccolata biologica

3. La salute come va? Sulla salute non si scherza. È una delle regole basilari del vivere civile. Normale che vorremmo che tutti stessero bene, e che non si può accantonare una conversazione importante se un membro della nostra famiglia sta passando un brutto periodo. Ma si può ridere di alcuni malanni stagionali o di alcune condizioni croniche dovute agli acciacchi dell’età. E ci sono alcune scene alle quali ci ritroviamo puntualmente ad assistere con gusto! La nonna che non vediamo da un po’ e che dopo che ci ha chiesto se mangiamo (e non a Natale ma in generale, perché quando incontra qualcuno invece di chiedere il classico “Di dove sei?” la nonna rifila il suo corrispettivo geriatrico “Mangi?”), ci racconta per filo e per segno le dipartite più recenti passando in rassegna tutto il necrologio cittadino. La mamma che, a proposito di cibo e preoccupazioni, dopo aver sbranato un intero piatto di antipasto ci chiede cento volte se vogliamo l’ultima fetta di prosciutto “perché sei un po’ sciupato” (e alla fine ce la prendiamo la dannata fetta di prosciutto, ma per sfinimento). La suocera che ci racconta l’excursus delle sue vene varicose. E ancora la cugina ipocondriaca che “sapessi io” e che pensa di avere tutti i malanni del mondo ecc. ecc.

Tattica: mai minimizzare. MAI. Anche se vostro padre al primo accenno di raffreddore inizia a scrivere il testamento biologico, mai minimizzare sulle condizioni di salute del parente seduto al vostro fianco. O passerete per ingrati, insensibili, al “ma che ne sai tu” o peggio ancora al “ne riparleremo quando avrai la mia età”, che non so a voi ma a me sembra più una minaccia voodoo che una speranza che tu possa passartela bene, in effetti. Ed è meglio evitare di ritrovarsi il sabato sera con la nonna intenta a togliere il malocchio con l’olio extravergine di oliva, insomma!

antipasto natale

 4. Chi voti alle prossime elezioni? Se c’è un argomento che sicuro come la morte rovina l’atmosfera familiare è proprio la politica. Lo so, tra le 5 frasi da EVITARE durante il pranzo di Natale l’argomento politico è il più inevitabile: è uno dei cavalli di battaglia delle cene numerose, e anche un modo per confrontarsi, scoprire nuovi punti di vista, aggiornarsi ecc. Basta accendere il telegiornale, poi, e la politica è lì, che aspetta solo il primo commento per scatenare l’inferno. E inevitabilmente tornano fuori dall’armadio dibattiti antichi ed irrisolti quali comunisti vs. democristiani, bersucones vs. travaglini, quelli del “si stava meglio quando c’era Mussolini” oppure quelli del “ridateci Aldo Moro”, per non parlare del nuovo tormentone renziani vs. grillini! Quale che sia il vostro colore politico, il litigio è assicurato e anche l’aumento dei decibel (anche se devo ammettere che se non siete direttamente coinvolti è piuttosto divertente).

Tattica: se proprio non potete farne a meno, almeno cercate di evitare la politica locale – dove c’è il rischio, subito dopo la discussione dai toni accesi, di non poter salutare più gente in giro o doversi nascondere sotto lo sciarpone extralarge facendo finta di non vederla – e di non cominciare la discussione quando è il momento della carne… che poi mentre voi vi riscaldate lei si raffredda ed è completamente da buttare!

dolci natale

 5. Ti posso dare un consiglio…? NO! Non sono ben graditi. E no, non lo dite per il bene degli altri! I consigli non richiesti, anche se si travestono appunto da commenti inoffensivi, piccoli suggerimenti e amorevoli tentativi di aiuto, in realtà sono i più infimi metodi per criticare sottilmente l’operato altrui entrando a gamba tesa in situazioni delicate. A meno che non ci venga espressamente chiesto un commento, o non conosciamo la situazione alla perfezione, meglio dare il nostro supporto senza criticare o emettere sentenze. Un momento di distrazione e in un attimo anche la maionese che appare perfetta impazzisce! E pure se sono gli altri a dirci questa frase meglio essere cauti.

Tattica: quando qualcuno ci dà un consiglio ascoltiamo e tacciamo. Mai controbattere dicendo che è impossibile. E a prescindere dalla situazione mai, e ripeto mai, commentare con un “Io non lo farei mai!”. Attenzione a non fare promesse a Natale! Ci sono troppi testimoni oculari e uditivi per lanciarsi in così delicate affermazioni di fronte a tutti i membri della famiglia, che sono peggio del Comitato dei Fatti Vostri. Vedono e sentono tutto; anche se state intrattenendo una conversazione con un’altra persona, in realtà non siete solo due ma almeno 4/5 (con relativi amici da aggiornare appena tornati a casa, e così a macchia d’olio per un gossip senza fine). Quindi meglio evitare di stabilire obiettivi da rispettare o gridare al fioretto, se non siamo davvero convinti di poter realizzare ciò che millantiamo. O forniremo il primo argomento utile per il Pranzo di Pasqua! E nemmeno tutta la cioccolata del mondo potrà riequilibrare l’amaro dei commenti sarcastici in famiglia!!!

albero di natale

E dunque, direte voi, quali argomenti restano se eliminiamo tutto ciò? Argomenti leggeri quali la moda e lo spettacolo, ad esempio, oppure alcune situazioni divertenti accadute (e che non riguardano i presenti in sala, chiaro), i nuovi guinnes dei primati, le ricette di Giallo Zafferano (almeno si parla comunque di cibo e la nonna e la zia sono contente). E gli evergreen: il calcio (tanto i litigi in questo caso sono all’ordine del giorno, quindi a Natale sono già ritriti); l’abbronzatura di Carlo Conti; l’oroscopo di Paolo Fox segno per segno con i relativi grafici 2018; il meteo; l’annata dell’olio e del vino; il Grande Fratello Vip (ma attenti a non partire con le squadre Giulia De Lellis vs Cecilia Rodriguez, altrimenti riscaldiamo di nuovo gli animi).

Per quanto mi riguarda, infine, cercherò di parlare davvero poco… anche perché oggi finisce il mio fioretto e sarò troppo impegnata a mangiare cioccolata!!!

Ah dimenticavo, Buon Natale a tutti!!

P.S. Ogni riferimento a fatti o persone, zii e cugini, è puramente casuale!

 

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2 risposte a “Le 5 frasi da EVITARE durante il pranzo di Natale (e come reagire se ve le dicono!)”

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