6 tipi di uomini: come riconoscerli per evitarli (o sfidarli)

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melania romanelli

Uomini.

Di solito scrivo poco di loro. O meglio, scrivo poche cose che anche voi possiate leggere ecco. Perché alla fine i miei diari, i miei racconti, i miei pensieri, le mie poesie e anche i miei articoli trasudano testosterone da tutti i pori. E credo anche che sia una cosa normale, insomma. Sono i “marziani” per eccellenza, i gentiluomini di una volta, i ragazzi con i pantaloni alla caviglia di oggi. Sono l’altra metà del cielo, ma anche dell’Eden dopo il morso della mela, quando tutto va a rotoli e ti resta solo un frutto ormai ossidato e che ha perso il suo brillante colore. Sono quelli che ci fanno sorridere, quelli che ci fanno disperare, quelli che ci fanno arrabbiare, quelli che ci fanno innamorare, quelli che si ostinano sempre e perennemente a fare delle cose che noi donne non riusciamo francamente a concepire (anche se continuiamo a ripetere loro di non farle, appunto). Eppure, tali momenti di rincoglionimento da parte di questi uomini spesso ignari del loro posto sulla terra (e nelle nostre vite, loro e nostro malgrado) sono del tutto comprensibili, se ci pensiamo. Sono uomini, del resto. Cosa possiam farci noi donne?

uomini e donne

Uomini, dunque.

Lo ammetto. Alla veneranda età di 34 anni per me sono ancora un mistero. Penso di capirli, cerco di capirli, faccio di tutto per capirli. E quando penso di averla finalmente fatta franca… ecco che la fregatura è dietro l’angolo. Come il fumo nero in Lost. Pensi che sia cattivo e scopri che è proprio cattivissimo, invece. Esperienza dopo esperienza, sclero dopo sclero, cuori infranti ricomposti e rinfranti un’altra volta, lunghe attese alla cabina telefonica, alla linea fissa, allo smartphone con le relative spunte bianche verdi blu ingressi e uscite, dopo dipartite inaspettate “fuori città”, improvvise sparizioni (qui un interessante articolo sul male del secolo in fatto di relazioni, il ghosting, la sparizione per eccellenza dopo il rincuorante “ti chiamo domani”), dopo gli appuntamenti al buio di Tinder, e dopo l’ennesima promessa da Cenerentola che pende ancora nell’iperuranio per essere mantenuta, nata dal pensiero infimo “questo qui sembra uno apposto, dai mi fido” (con ovvio segnale di pericolo lampeggiante ma volutamente ignorato del verbo “sembrare”)… dopo tutto questo, insomma, ho deciso di raccogliere pensieri, esperienze e penna e di stilare la mia personale guida sui 6 tipi di uomini, per riconoscerli ed evitarli o, nel caso contrario in cui ne abbiate davvero tutta questa voglia, sfidarli. È una guida personale, appunto, la mia bussola privata per districarmi nella foresta incantata nel mentre che trovo la via d’uscita. Fuor di metafora, un modo per non rischiare di inciampare fin quando non incontrerò il mio uomo (che è già lì con lo zaino in spalla esplorando il mondo in attesa di incontrarmi, e quindi lasciatelo in pace, chiaro??). Iniziamo.

  • Il Workaholic. Lavoro lavoro lavoro. L’uomo workaholic è l’uomo letteralmente drogato di lavoro. Dopo i convenevoli di rito e qualche complimento, l’uomo workaholic sferra i suoi micidiali attacchi fin da subito. Passa il primo appuntamento a parlare del lavoro. Il suo, eh. Quanto il lavoro lo assorba, lo faccia sentire vivo, quanto comporti responsabilità e quanto il capo si fidi ciecamente solo di lui (e se è lui il capo, fuggite via, ora, capito?). Il lavoro lo tiene costantemente attivo: briefing, conference call, utilizzi impropri del verbo “shareare” (italianizzazione inesistente del verbo inglese “to share”, ndr), empowerment meeting e tutte quelle robe inglesi che facciamo finta di capire. D’altra parte, meglio non fare troppe domande e annuire come se avessimo afferrato, o partirebbe una digressione ancora più lunga. Il lavoro, insomma, è la cosa più importante per il workaholic, la misura del suo valore come uomo e come essere umano. Yawn, no? Cosa c’è di sbagliato nel concentrarsi sulla carriera? Nulla, è solo che anche se continuerà a dirvi il contrario, per lui contate quanto la tappezzeria del ristorante nel quale state cenando. Ah se solo i muri potessero parlare… risparmierebbe una fortuna! Tip: concentratevi sul cibo, ordinate piatti che non avete mai mangiato e scegliete con cura il dolce. Tanto lui non lo noterà, ma voi avrete reso felice almeno lo stomaco. Pagherà lui, se no come farebbe a dimostrare che il suo è il lavoro più utile e importante del mondo? Godetevi la serata e buttate via il numero (a meno che non sia un commercialista o un notaio, che potrebbero sempre tornarvi utili).

 

  • L’Attrezzo. Non sto parlando dell’handy man, del tutto fare che chiamate quando il pc non si accende più o se si rompe la tubatura del lavandino. Sto parlando dell’altro attrezzo, quello più importante. Sì, avete capito bene, proprio quell’attrezzo. L’uomo attrezzo serve ad un solo scopo. Soddisfare le nostre voglie. Alzi la mano chi non ha avuto quel periodo di secca, quando non si sente volare una mosca, quando non si vede nemmeno l’ombra di un moscerino all’orizzonte. Tutto silenzio, tutto fiacco, tutto arido. Soprattutto noi. Bene, ecco il momento in cui l’uomo attrezzo entra in azione. Lo riconosci: pura visione testosteronica. Potete anche provare a parlarci, se vi va. Giusto per capire cosa c’è dietro quel corpo che parla già per conto suo. Magari scoprirete un nuovo mondo, chi può dirlo. A me non è capitato quasi mai. Ho sempre avuto le visioni delle balle di fieno e delle nuvolette bianche nel cielo azzurro. Silenzio e pace dentro l’involucro. È proprio questo il motivo, però, per amare l’uomo attrezzo e cercarlo nei momenti difficili: una volta consumato, può essere riposto nella cassetta degli attrezzi e messo via per altri momenti di arsura. Senza spiegazioni e senza rimpianti. Tip: saltate i convenevoli e consumate direttamente (e non sto parlando del dessert eh). Gettatevi senza riserve e senza paure. Vi sentirete meglio (entrambi, sia chiaro), senza drammi aggiunti. L’uomo attrezzo over the top è quello che quando lo chiamate c’è sempre (ma occhio a rispettare il codice reciproco del quid pro quo).

 

  • Il Trofeo. Un solo pensiero in mente: OH MIO DIO. L’uomo trofeo è quello che mostriamo alle amiche su whatsapp, che mettiamo in cima alla nostra lista personale, quello da tirare fuori e ricordare nei momenti bui per rivalutarci come esseri umani degni di amore (e come pezze di manze degne di nota, pure). L’uomo trofeo è quello “troppo-bello-per-essere-vero” ma soprattutto quel momento di pura estasi personale in cui pensiamo “l’ho-avuto-proprio-io”. L’uomo trofeo appartiene, appunto, al passato, ma un passato glorioso e degno di stima. Se lo incontrate nel presente vivetelo come se fosse l’uomo attrezzo (a volte possono confondersi, ma l’uomo trofeo di solito appare una sola volta per poi scomparire per sempre), e come se il vostro fosse l’ultimo giorno sulla terra. Tip: godetevi la notte, come fanno i vampiri. La mattina quando vi sveglierete, però, tenendo stretta la sensazione della vittoria, posizionate il Trofeo dove meglio si nota, dove potrete lucidarlo quando vorrete (insieme al vostro ego).

 

  • Il Peluche. L’uomo peluche è perfetto come un orsetto. È morbido (di solito un po’ in carne, ma al punto giusto per stritolarlo all’occorrenza), è dolce, è pieno di attenzioni, è irresistibile nel suo essere riverente e zuccheroso. Per lui siamo delle principesse. Farebbe di tutto per noi. Bingo, no? Eh no. Dove sta la fregatura? Booooring. Noia. 100 % non ci piace. Niente. Nada. Vorremmo eh, ma ho già detto nada? Sessualmente è più attraente il nostro comodino pieno di libri e tazze di tisana vecchie di una settimana. Ma è così dolce???? Le nostre amiche lo amano, e in fondo anche noi. Ma solo per abbracciarlo sotto le coperte come scaldino. Molte lo sceglieranno come fidanzato, sognando però una tresca con il giardiniere ogni volta che ne avranno la possibilità. Ma non noi, mica siamo delle st….ze noi, no??? Tip: non siate crudeli, siate oneste con lui o soffrirà come un cane (anche se meglio non usare questa metafora ora…). In una parola: FRIENDZONE. E basta, non cercate di accampare scuse arrampicandovi sui ma e sui però. N o n   v i   p i a c e ! ! ! Fine della storia.

romantic photo sunflower

Le prossime due categorie necessitano di una considerazione preliminare, dal momento che ci stiamo avventurando in un territorio impervio, aspro e scivoloso. Quello dei sentimenti (detti anche “PERICOLO CUORI INFRANTI” per intenderci). Da questo momento in poi bisogna stare attente, o rischiamo di farci davvero male.

  • Il Freebird. L’uomo freebird è lo spirito libero, un viaggiatore alla ricerca di sé. Si sente incompleto, e facendo appello al suo desiderio di completezza e alla sua costante sete di conoscenza non si sentirà mai soddisfatto al 100 % nel posto in cui è. Come recita la canzone “Freebird” di Lynyrd Skynyrd (tradotta un po’ liberamente dalla sottoscritta): “Devo viaggiare, ci sono tanti posti da vedere ancora. Se restassi qui con te, ora, le cose sarebbero diverse, ma io sono libero come un uccello e non puoi impedire ad un uccello di volare via, non lo puoi cambiare. È stato un amore dolce, ma questo mio modo di essere non si può cambiare”. Insomma, ragazze, lo so che è una persona meravigliosa, che insieme siete perfetti, che come vi completa lui non vi completa nessuno ecc. ecc., ma vi sta dicendo chiaramente che il vostro amore è stato. Tempo Passato. Per quanto ricco, magnifico, originale, incredibile, non è un incontro destinato a durare. Almeno per ora (perché può anche succedere che la vita a volte ci sorprenda, no?). E non serve immaginare di partire con lui, perché non è quello il vostro posto. Perché? Perché questa persona non sa ancora bene chi è, cosa vuole, e fino a quando non lo scoprirà non ci sarà spazio che per lui. E poco importa se a lui piacete davvero. Il tempo e le circostanze decideranno per voi (di solito ponendo oceani o chilometri di distanza tra gli amanti, giusto perché non vi vengano strane idee, ecco). Tip: aggrappatevi ai ricordi più belli che avete. E scegliete di essere anche voi un po’ freebird, in costante ricerca di sé. Perché quando sarete pronte, anche l’uccello più libero del mondo sarà pronto per costruire il proprio nido sull’albero.

 

  • L’uomo dei sogni. È lui. Ha tutte le carte in regola: è bello come il Trofeo, ci attrae fisicamente come solo l’Attrezzo sa fare, è dolce come il Peluche, ci completa perfettamente come il Freebird. Non è fidanzato, non ha la fedina penale sporca, è interessante, ha viaggiato tanto e parla 3 lingue, è carino con i vecchietti e i camerieri, è divertente e ci chiede di uscire di persona. Si presenta all’appuntamento (che va da Dio), ci ringrazia per la serata, ci dà il buongiorno e ci chiede di uscire di nuovo (e subito, non dopo l’ennesimo hangover di vino bianco nell’attesa che il telefono squilli mentre guardiamo per la centesima volta La verità è che non gli piaci abbastanza). Qui gatta ci cova? Malfidate! Lo ripeto. È lui. Ma… c’è sempre un ma. Ecco che arriva il momento più importante di tutti, e riguarda solo una persona: noi. Finalmente abbiamo incontrato qualcuno che ci interessa, che ci piace davvero. Non dobbiamo giocarcela male. Perché se è vero che in amore bisogna essere sempre se stessi, è anche vero che all’inizio di una storia occorre fare attenzione. Bisogna, insomma, proteggerci un minimo per non rischiare di bruciare tutto e subito restando con un pugno di cenere in mano. Questa è la parte più difficile per me, quella in cui dovrei capire come comportarmi, ma siccome sono un’imbranata cronica di solito faccio qualche cappellata. Ma sto imparando, e sto facendo pulizia. Tip: cuore aperto e mente sgombra dalle ombre del passato. Ma, allo stesso tempo, anche una sana dose di egoismo. Quello che ho capito in tutto questo viaggio fianco a fianco dell’universo maschile è che ai ragazzi non piace quando diventiamo clingy (dipendenti), quando ci aggrappiamo a loro, specie all’inizio di una relazione. E hanno ragione, se ci pensiamo bene: può una persona appena conosciuta divenire già il centro del nostro mondo? Meglio, quindi, continuare con la nostra vita, tenendo fede ai nostri interessi, alle nostre abitudini, presenziando i nostri mondi (che siano gli affetti, gli amici, la palestra o anche il circolo delle bocce, per capirci). Non rinunciando mai a noi per NESSUNO, lui compreso. Se è davvero lui, quello giusto, l’uomo dei sogni, amerà ogni singola parte di noi. Ci amerà per quello che siamo realmente, e non per la nostra versione fashion di Instagram. Perché siamo così, siamo imperfette, siamo originali, siamo indipendenti, e siamo anche un po’ pazze (e il circolo bocce lo prova). In una parola: uniche. Come unico è l’uomo che ci sta già cercando (del mio già sapete, quindi giù le zampe).

P.S. Personalmente ho raccolto anche alcune Categorie Trasversali, che a quanto pare sono tratti salienti dell’uomo moderno: i bipolari (non diagnosticati), gli psicopatici, i drama queen (questo in particolare è il classico atteggiamento che si può racchiudere nell’espressione “solo io ho il peso del mondo addosso”). Ecco, il Tip finale per questi ultimi è semplice: DA EVITARE COME LA PESTE. Grazie.

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